18/05/2012

»Politica BOMBA MARGHERITA Lusi: "Ho dato soldi a Renzi, proteggevo Rutelli"

 

BOMBA MARGHERITA

Lusi: "Ho dato soldi a Renzi,

proteggevo Rutelli"

L'ex tesoriere si difende in Senato: "Il sindaco mi chiese

120mila euro, gliene diedi 70". Contabilità truccata "per

tutelare il segretario". Nelle casse aveva lasciato 20

milioni


 

17/05/2012

Lusi accusa mezza sinistra:
"Soldi anche a Rosi Bindi"
 

Ci sono anche Rosi Bindi, Enzo Bianco, Fioroni ed Enrico Letta, nell'atto di accusa dell'ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi. Di quersti ultimi dice che erano tutti "legittimati a chiedere" contributi attraverso loro fiduciari". Gentiloni e l'ambientalista Ermete Realacci che "legittimati, insieme a Rutelli, a presentare fatture per la componente democratici". L'ex tesoriere tira in ballo i vertici del partito. Lusi diche che il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha richiesto dei soldi, circa 100mila, anzi 120mila euro suddivisi in tre fatture, poi Francesco Rutelli mi ha chiesto di non pagargli la terza e così ho dato a Renzi solo 70mila euro. E' questa una delle rivelazioni che l'ex tesoriere della Margherita e senatore Pd Luigi Lusi ha fatto durante la sua audizione alla Giunta delle immunità di palazzo Madama. Lusi, sul quale pende la richiesta di arresto della Procura di Roma, ha consegnato una memoria con numerosi allegati, rivelando di aver già detto tutto ai magistrati. Nella Margherita - ha raccontato Lusi secondo quanto viene riferito - facevo semplicemente ciò che mi veniva detto. Agivo su mandato dei dirigenti e tutelando le varie componenti. Immediata, via Twitter, la replica di Renzi: "Mi hanno insegnato da piccolo a non aver paura dei ladri. Figuriamoci se inizio adesso con Lusi. Mai preso un euro dalla Margherita. Mai - scrive il sindaco di Firenze. - C'è un solo modo per vedere chi mente. Pubblicare on line tutti i soldi della margherita (e dei Ds, del Pd, di An, dell'idv). Io sono per l'abolizione del finanziamenti ai partiti. Va abolito, subito. E su questa battaglia vado avanti, anche da solo...
Renzi su Twitter: "Mi hanno insegnato da piccolo a non aver paura dei ladri, figuratevi se inizio con Lusi". Bianco: "Tutto alla luce del sole"

Rutelli tutelato - Ma a sinistra tremano in tanti, non solo Renzi. L'ex tesoriere di Rutelli ha infatti sottolineato di aver dato dei soldi (avrebbe parlato di annualità e di mensilità) a varie fondazioni, tra cui quella dello stesso Rutelli e ad una fondazione chiamata Centocittà. All'ex ministro degli Interni Enzo Bianco, invece, veniva fornito - secondo il racconto di Lusi - un mensile di 3.000 euro, poi passato a 5.500. Ad una società di Catania legata al marito della segretaria di Bianco è stata fornita una cifra di circa 150mila euro, erogati - sempre secondo Lusi - tra il 2009 e il 2011. Secondo Lusi anche a Rutelli venivano fornite delle cifre ingenti in occasione delle elezioni. Tutte queste cifre, ha spiegato il senatore, venivano contabilizzate in modo da tutelare Rutelli.

Ciccio querela il "calunniatorre" -  "Lusi? Un ladro senza vergogna. Un mentitore e inquinatore pericolosissimo, ormai paragonabile nei comportamenti al ben noto calunniatore Igor Marini". Lo dichiara in una nota Francesco Rutelli. "Ha cambiato versione per la terza o quarta volta - continua Rutelli - Presenterò immediatamente una nuova denuncia alla Procura della Repubblica di Roma per le gravissime calunnie che, ho appreso, sono state pronunciate ieri notte davanti alla Giunta del Senato". "Io alla Margherita ho dato tantissimi denari - con i rimborsi elettorali conquistati, con i voti e con numerosissime iniziative di autofinanziamento e, direttamente, con i miei contributi personali - e non ho mai preso un centesimo per me", conclude Rutelli, "Ci vuole pazienza, ma chi ha sempre agito correttamente e onestamente otterrà giustizia, ed egli pagherà per tutte le sue malefatte, tenute nascoste per anni in modo malvagio", conclude Rutelli.

Trema la Margherita - Ad alcuni determinati dirigenti della Margherita venivano poi erogate altre somme, che non venivano controllate da Lusi qualora a chiederle fossero degli esponenti di primo piano del partito. Sempre secondo il racconto di Lusi altri soldi venivano dati, attraverso bonifici o contanti, quando i deputati portavano le ricevute fiscali dei taxi affinchè venissero rimborsate. Lusi ha parlato - secondo quanto si apprende - anche del fatto che molti dirigenti passati all’Api venissero pagati con i soldi della Margherita. Altro particolare rivelato: quando il tesoriere ha lasciato il suo incarico nelle casse della Margherita c'erano 20 milioni, soldi che - secondo l’accusa di Lusi - ora sono stati utilizzati da Rutelli affinchè vengano restituiti ai cittadini.

La replica di Bianco - "L'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi ha ribadito ieri sera in Senato quanto già ampiamente diffuso attraverso i giornali, con malcelato scopo intimidatorio, il 3 e il 9 marzo scorsi", ha sottolineato in una nota Enzo Bianco. "Nel percorso che porta alla liquidazione della Margherita, infatti - spiega il senatore democratico - sono stati incentivati esodi, e il personale dipendente che lavorava per me è stato opportunamente sostituito da contratti di collaborazione e di prestazione di servizi. In modo assolutamente trasparente, con accrediti bancari, in forza di regolari contratti le cui spese sono documentabili sino all’ultimo centesimo, si è proceduto in questa direzione". "Io non ho trattenuto un solo centesimo - conclude Bianco - e se Lusi o chiunque altro afferma il contrario, lo trascinerò in tribunale. Tutto è stato fatto alla luce del sole, come è nella mia storia e nella mia tradizione politica. Cercare di distrarre l’attenzione dalle malversazioni messe in atto da Lusi o peggio ancora di intimidire (come hanno affermato con grande chiarezza la Procura di Roma e il Giudice delle indagini preliminari), suscita in me un sentimento di profonda indignazione".

Inchiesta al Senato - Intanto gli inquirenti romani titolari dell'inchiesta starebbero pensando di chiedere entro pochi giorni al Senato il verbale dell'audizione del senatore davanti alla giunta che deve decidere sulla richiesta di arresto della Procura.

 

MPOSIMATO

 

 

 

 

 

 

 

 

DIGITA QUI SOTTO PER ENTRARE E

VISIONARE IL

NOSTRO GRUPPO.

SE POI LO TROVI INTERESSANTE

CHIEDI L'ADESIONE

 

 

R  IFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI.

             


 
             

 

 

ANTONIO RAZZI UN POLITICO COME TANTI..

MA GLI ITALIANI

SI MERITANO QUESTI POLITICI?? FORSE SI..

VISTO CHE I FURBI

SONO LA MAGGIORANZA.. E L'ONESTA' E'

UN OPTIONAL..

 

 

 

RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO
 
 
  • Descrizione

    QUESTO GRUPPO N0N HA SCOPO DI LUCRO HA L'UNICO FINE IL BENE COMUNE
     E' TRAVESALE IN QUANTO IO CREDO ANZI SONO CONVINTO CHE ANCHE NEI
     PARTITI COME NELLA SOCIETA' CIVILE CI SONO
     PERSONE CHE LOTTANO INDIVIDUALMENE IN TUTTI I CAMPI PER DARE 
    IMPULSO AI PROPRI VALORI CHE I NOSTRI FAMILIARI , LA SCUOLA, LA CHIESA,
     LO STATO LAICO CI TRASMETTE E CHE DI CONSEGUENZA FA LA NOSTRA 
    STORIA CHE E' IL NOSTRO PASSATO MA CHE PUO' DIVENTARE UN RIFERIMENTO
     POSITIVO, SIA LAICO CHE CRISTIANO PER AFFRONTARE E MIGLIORARE IL
     NOSTRO FUTURO, LA NOSTRA SOCIETA'. SI PUO' FARE PERCHE' CREDIAMO E
     CREDO CHE DARE IL BUON ESEMPIO SIA FONDAMENTALE. UNIAMO QUINDI LE
     NOSTRE VARIEGATE PERSONALITA' ED ENERGIE PER ARRIVARE AL BENE DI
     TUTTI.. AL DI SOPRA DELLE PARTI E DELL'ODIO O DELLA INDIFFERENZA CHE
     FOMENTA E DAA FORZA ALL'EGOISMO ED AL QUALUNQUISMO.. 
    IL BENE, I VANTAGGI SOCIALI, POLITICI, ECONOMICI, D'IMPRESA DEVONO
     ESSERE RIVOLTI PER IL BENE COLLETTIVO E NON DI PARTE.. NOI
     LAVOREREMO

     PER RAGGIUNGERE QUESTO SCOPO COLLETTIVOO.. I PARTITI E I SINDACATI 
    DOVRANNO SPERO AL PIU' PRESTO MODIFICARE I PROPRI STATUTI 
    NTEGRANDOLI CON UN CODICE ETICO CHE DARA' TRASPARENZA MA 
    SOPRATTUTTO DOVRA' DIVENTARE UN RIFERIMENTO ETICO POLITICO.
    SOCIALE ECONOMICO BASATO SULLE PARI OPPORTUNITA'. 
    QUESTO E' UNO STATO DI DIRITTO.. ORA NOI NON POSSIAMO DIRE DI ESSERE
     IN UNO STATO DI DIRITTO.. ECCO PERCHE' NASCE QUESTO GRUPPO..STA A
    NOI CON LE NOSTRE DEMOCRATICHE PROPOSTE FARE DIVENTARE IL NOSTRO
     PAESE IL PAESE DOVE TUTTI POSSONO AVERE PARI OPPORTUNITA'.. QUESTO 
    DICASI STATO DI DIRITTO...
    --------

DIGITA QUI SOTTO PER ENTRARE E

VISIONARE IL

NOSTRO GRUPPO.

SE POI LO TROVI INTERESSANTE

CHIEDI L'ADESIONE

 

 

                       


 
                         


 Gabriele Cervi

Purtroppo i partiti sono il male della democrazia. Nati per dare voce al
           

popolo sono negli anni diventati dei comitati d'affari. In decenni di privilegi
           

e di ruberie hanno plasmato lo status quo a loro immagine. Vere piovre
           

affaristiche hanno inquinato la società civile. I partiti non hanno mai avuto
           

regole democratiche.. suddivisi in bande (correnti) dove la forza non era e
           

non è l'onestà ma la disonestà. Per disinquinare in parte il paese da questi
           

crimini (senza fare di tutta l'erba un fascio) dobbiamo insistere perchè si
           

diano delle regole certe. Come per esempio un codice etico, ma soprattutt
           

che i contributi (oggi spropositati) elettorali siano dati solo per le spese
           

elettorali effettive. Iniziamo da qui poi strada facendo si arriverà alla vera
           

trasparenza. 
Gabriele Cervi

 

 AMMINISTRATORI DEL GRUPPO:

 VIDEO CHE HO  INVIATO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

DEI MINISTRI MARIO MONTI. DIGITA QUI SOTTO PER VEDERLO:


 

 

 

 

 PROGETTO GRAFICO, RIELGATURA FATTA A MANO SPESE AUFOFIANZIATE DA

GABRIELE CERVI


COPERTINA OPUSCOLO UFFICIALE

 

Non hanno capito niente: tagliato solo il 33% dei rimborsi I fondi saranno disponibili anche per un solo eletto

 

140mila consulenze nel 2011 spesi 700 milioni

DIARIO DI GABRIELE CERVI IN PDF SENZA

SCOPO DI LUCRO

LA FAMIGLIA NEGATA DIARIO


 

  shinystat.cgi?USER=cervigabriele

 

 
 
 

 

POLITICI CRISTIANI?

 POLITICA COSTOSA E NOI PAGHIAMO!!! LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA IL 27 OTT. C.A.

 

 

 

POLITICA E ANTIPOLITICA MIA RISPOSTA A MONS. RINI DIRETTORE DEL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA GIOVEDI  3 NOV.2011

I PRIVILEGI DEI CONSIGLIERI REGIONALI E QUELLI DEI SINDACATI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA DOMENICA 17 LUGLIO 2011

 

SINDACATO - IMPRENDITORE COSI' COMINCIANO I PROBLEMI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA LUNEDI 21 MARZO 2001

 

APPELLO: DOBBIAMO REGOLARIZZARE IL CONTRIBUTO DEI PARTITI LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE IL PICCOLO DI CREMONA VENERDI 14 OTT.

A NOI CHIEDONO SACRIFICI AGLI EX PARTITI ARRIVANO MILIONI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA LUNEDI 1 AGOSTO

DENUNCIAMO GLI SPRECHI DELLA POLITICA ITALIANA GRUPPO SU FACEBOOK FONTE IL SETTIMANALE IL PICCOLO DI CREMONA E IL QUOTIDIANO LA CRONACA DI CREMONA VENREDI 29 LUGLIO

LA BATTAGLIA SU FACEBOOK HA UN GRANDE VALORE MIA REPLICA A SERGIO LINI PUBBLICATA DAL SETTIMANALE IL PICCOLO VENERDI 21 OTTOBRE 2011

 

 


21:34 Scritto da: mobbing21 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | |  Facebook |  Stampa | |

16/05/2012

Lega: Bossi e figli indagati per truffa Renzo Bossi indagato: paghetta da 5.000 euro al mese

 

Imposimato: La resistenza ad oltranza di D'Alema e Bersani in difesa della legge sul finanziamento pubblico dei partiti e' intollerabile. Le loro pseudo riforme sul controllo dei bilanci sono una messinscena per i cretini.

Ferdinando ImposimatoFERDINANDO IMPOSIMATO

SONO ONORATO E ORGOGLIOSO DI RIVERSARE SUL MIO

MODESTO  BLOG SENZA SCOPO DI LUCRO GLI

INTERVENTI DEL


DOTT. FERDINANDO IMPOSIMATO  FATTI SU FACEBOOK..


IL DOTT. IMPOSIMATO CON IL SUO COERENTE E


PRESTIGIOSO VISSUTO STA LOTTANDO CON ONESTA' ,

CONPROGETTUALITA' E AL DI SOPRA DELLE PARTI UNA

BATTAGLIAPER IL BENE COLLETTIVO. LA NOSTRA  

SOCIETA' HA  BISOGNO DI


QUESTE PERSONE VERE.. CHE PARLANO CON IL PROPRIO

VISSUTOGARANZIA DI ONESTA' E ABNEGAZIONE.  

 FERDINANDO  IMPOSIMATO


NON SI E' MAI COMNPROMESSO CON IL POTERE PUR

ESSENDO STATO


UOMO DI POTERE VISTE LE CARICHE IMPORTANTI CHE

HA RIVESTITOCON ONORE E ONESTA'. IL SUO

INSEGNAMENTO, IL SUOVISSUTO E LESUE ATTUALI

BATTAGLIE POSSONO DARE A


TUTTI NOI

NUOVA LINFA ESPERANZA PER IL DOMANI. 



 

Lega: Bossi e figli indagati per truffa

Il Senatùr coinvolto nell'inchiesta della Procura

di Milano sui rimborsi elettorali

6
 

16/05/2012

Bossi e i figli indagati:
"Truffa da 18 milioni"

Scandalo Lega Nord, indagata la famiglia del Senatùr

 



 

Svolta nell'inchiesta della Procura di Milano sui rimborsi elettorali della Lega. I pm della Procura di MilanoAlfredo Robledo, Paolo Filippini e Roberto Pellicano di Milano hanno notificato un'informazione di garanzia a Umberto Bossi  e ai suoi figli Renzo e Riccardo nella sede del Carroccio in via Bellerio. L'ipotesi di reato è truffa ai danni dello Stato. Per i figli l'accusa è di appropriazione indebita in relazione alle loro spese personali: avrebbero intascato una 'paghetta' fissa intorno a 5.000 euro al mese, prelevata dai soldi dei rimborsi elettorali dall'ex tesoriereFrancesco Belsito (il primo indagato) negli ultimi 4 anni. Ai due figli del Senatùr sarebbero stati versati anche soldi per spese extra come quelle relative ad auto e benzina. In totale, si tratterebbe di una truffa ai danni di Stato e partito da 18 milioni di euro. Indagato anche il senatore Piergiorgio Stiffoni accusato di peculato in relazione all’uso dei fondi del Carroccio del Senato (gestiva il portafiglio leghista al Senato: avrebbe utilizzato soldi pubblici a scopi personali). Scatta quindi l'accusa di peculato perché quei soldi avrebbero dovuto avere una destinazione pubblica. E’ stato iscritto nel registro degli indagati anche l'imprenditore Paolo Scala per riciclaggio. 

Atto di garanzia - Il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati e il pm Paolo Filippini, che indagano sui fondi della Lega, hanno spiegato che l'iscrizione nel registro degli indagati di Umberto Bossi con l'accusa di truffa ai danni dello Stato è "un atto di garanzia che dovrà comportare degli approfondimenti". Approfondimenti che, hanno precisato gli inquirenti, sono collegati a verificare se effettivamente il denaro, ottenuto grazie al meccanismo dei rimborsi elettorali, sia stato utilizzato per esigenze personali dagli altri indagati, a cominciare dall’ex tesoriere Francesco Belsito. Gli inquirenti si sono convinti che fosse necessario inviare un avviso di garanzia al fondatore della Lega anche alla luce delle dichiarazioni della segretaria amministrativa Nadia Dagrada che ha affermato, durante gli interrogatori, che Umberto Bossi firmava tutti i rendiconti. In particolare, a Bossi viene contestato di avere avallato questi rendiconti ritenuti non veritieri nell’agosto 2011. Duante la conferenza stampa, il procuratore Bruti Liberati ha spiegato che  è in corso anche una consulenza tecnica che dovrà fare luce sull'eventuale utilizzo dei fondi pubblici che gli indagati avrebbero fatto per scopi personali. In questa fase delle indagini, ha affermato Bruti "è sufficiente avere l’indicazione che i fondi destinati al partito sono stati usati per altri scopi". 

Indignazione Maroni e Zaia - "Voglio una Lega unita, voglio una  Lega forte, voglio una Lega viva. Una Lega che si concentra   sulle cose da fare e non sulle menate interne, che progetta e   governa, che dà risposte. Largo ai giovani e a chi è capace.   Per faccendieri, ladri e ciarlatani non c'è posto nella Lega del futuro". Lo ha scritto Roberto Maroni sulla sua pagina di Facebook non appena si è diffusa la notizia dell'iscrizione a registro di Umberto Bossi e dei suoi figli. "Se la magistratura accerterà responsabilità chi ha sbagliato dovrà pagare", ha commentato Luca Zaia, presidente della Regione Veneto e leghista di primo piano. "Apprendo la notizia dalle agenzie di stampa: mi sembra di capire che questi eventi rappresentino l’epilogo di tutto quello che si è letto e visto in tutte queste settimane". PIù duro il commento diMatteo Salvini, europarlamentare e consigliere al Comune di Milano per il Carrocio: "Il fatto che a quattro giorni dai   ballottaggi si continui a buttar fango sulla Lega mentre l’economia   crolla, lo spread schizza e i mercati affondano, bè fa inevitabilmente venire qualche dubbio". "Chi ha sbagliato in Lega ha già pagato - sottolinea Salvini -   si usa la Lega per coprire e gettare ombre sul fallimento di questo   governo. Evidentemente all’opposizione continuiamo a dar   fastidio".


 

Renzo Bossi indagato: paghetta da

5.000 euro al mese

Inchiesta su Umberto Bossi, il Trota e suo fratello

Riccardo: soldi dai rimborsi elettorali, l'ex segretario

sapeva

 

 

Una Trota a peso d'oro:
costava 20mila € al mese

 

 

 



Secondo l'autista e il bodyguard, Renzo Bossi costava alle casse del partito (e degli elettori italiani)qualcosa come 14mila euro al mese. I pm milanesi che oggi hanno iscritto ufficialmente nel registro degli indagati anche Umberto Bossi, Renzo e suo fratelloRiccardo sono un po' più vaghi: parlano di una paghetta da 5.000 euro al mese cui si devono aggiungere le spese extra relative all'auto e ai pieni di benzina. Proprio quelli su cui il Trota faceva la cresta,confermata dal video girato di nascosto dall'autista Alessandro Marmello. Era l'11 aprile e quello scandalo, lanciato da Oggi.it, provocò le quasi istantanee dimissioni di Bossi junior dalla carica di consigliere regionale in Lombardia. Ecco, i 10.000 euro al mese guadagnati al Pirellone fanno di Renzo una Trota d'oro: fino a poche settimane fa s'infilava in tasca almeno 20mila euro al mese (tutti di provenienza statale, metà legittimi metà no) con la beffa di aver partecipato a una cinquantina di sedute (non è stato assenteista, è la regolare cadenza) in Regione Lombardia in poco meno di due anni.

 



  •  FACEBOOK FONTE LINK DI FERDINANDO 

    IMPOSIMATO
     
    La permanenza ai vertici del Pd di personaggi 
    impresentabili al prossimo 
           
    voto, nonostante le
     tante 
    sconfitte subite in diverse 
        elezioni, 
    verrebbe   percepita come una sfida al buon senso 
    ed alla intelligenza degli elettori di sinistra. Avendo fiutato il 

    clima di perdita di consensi del governo nella crisi 

     
     
    attuale, D'Alema critica Mario Monti per rifarsi una 
    verginita' che non ha, 
           
    reagendo al richiamo del capo 
    del Governo sulla necessita' di ridurre i costi 
     
     
    della politica. Noi siamo critici verso Monti per molte 
    ragioni che riguardano 
           
    la sua sbagliata politica di 
    enormi sacrifici imposti ai piu' deboli e privilegi 
     
     
    mantenuti ai piu' forti (compresi i super scandalosi 
    stipendi dei commis di  
           
    Stato), e di pretendere
     di 
    risolvere i problemi con altre imposte gravose 
     
     
    persino sulla prima casa, che cerca di addolcire con la 
    ripartizione della  
           
    stangata in tre rate. Si tratta di 
    un'altra iniziativa sbagliata e  
           
    controproducente. Ma e' 
    innegabile che il risanamento del bilancio passi 
     
     
    anzitutto attraverso la spending review, che significa 
    riduzione delle spese  
           
    elettorali, eliminazione delle 
    Province, riduzione dei privilegi di eletti alle 
     
     
    Regioni e al Parlamento, lotta alla corruzione e 
    all'evasione. Riduzione che  
           
    solo i partiti della grande 
    coalizione possono decidere, ma non vogliono. Il 
     
     
    Governo, imballato su molte questioni, e' praticamente 
    nella impossibilita'  
        di incidere sulla riduzione dei costi 
    della politica. Occorrerebbe un richiamo      
    in questa 
    direzione del Presidente della Repubblica, anziche' la 
    difesa dei  
           
    partiti, che sono indifendibili, perche' non si 
    comportano da partiti ma da 
           
    associazioni a carattere 
     familiare. La resistenza ad oltranza di D'Alema e 
     
     
    Bersani in difesa della legge sul finanziamento 
    pubblico dei partiti e' 
           
    intollerabile. Le loro pseudo   
    riforme sul controllo dei bilanci sono una  
           
    essinscena 
    per i cretini. Noi vogliamo che essi se ne vadano per i 
    loro 
           
    fallimenti, e nel frattempo che ci risparmino 
    nuove leggi truffa che 
           
    sarebbero una presa in giro.
     
      

     

     Ferdinando Imposimato

    FU MASSIMO D'ALEMA LO
    DICIAMO
    DA ANNI CHE DIEDE A SIVLIO
    BERLUSCONI, NEL

     
    1994, l'assicurazione che il suo impero 
                       

    mediatico non sarebbe stato toccato
     
    . Ignorava l'allora capo della 
               

    opposizione 
                       
    che
                       

    il 69,3% degli italiani decide come
     
    votare guardando la TV. La verità la 
               

    confessò 
                       

    Luciano Violante nel febbraio 2002 
               

    quando
                       

    disse, nel stupore del paese: l'on.
                 

    Berlusconi
                       

    sa per certo
     

    che gli è stata data garanzia piena
    nel 1994 che

    non sarebbero state toccate le
    televisioni. Voi ci

    avete accusato, nonostante non
    avessimo fatto 
     

    la legge sul conflitto di interessi e
    dichiarato

    eleggibile Berlusconi


    nonostante le concessioni” E ciò in
                 

    violazione
                       

    della legge 30 marzo 1957,
     

    ignorando l'appello di Giorgio Bocca,
                 

    Paolo
                       

    Sylos Labini e Giuseppe Laterza.
     
    Non c'era stata ignoranza ma un 
               

    consapevole
                       

    patto scellerato tra 
                         


    D'Alema
                           
    e il suo amico di Arcore.

     Ferdinando Imposimato DIGITA IL NOME 

    DI IMPOSIMANO PER ENTRARE NEL LINK SU

     FACEBOOK DEL DOTT. IMPOSIMATO

    Ferdinando Imposimato
    http://www.facebook.com/pages/Ferdinando
    Imposimato/161361346749
     
     
     

      Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte di


    Cassazione
    Biografia
     http://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_Imposimato.

      Si è occupato della lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo:

    è stato il giudice 


    istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento di
             


    Aldo Moro (1978),
             


    l'attentato al papa Giovanni Paolo II (1981), l'omicidio del 
           


    vicepresidente del Consiglio
             


    Superiore della Magistratura Vittorio Bachelet, e dei giudici Riccardo 
           

     
             

    Palma e..
                         

     
    Ferdinando Imposimato
    Non accettiamo la soluzione proposta dai partiti, responsabili degl
    i ammanchi, di cui devono dare conto tutti, senza scappatoie.
    I partiti devono ridurre drasticamente i rimborsi elettorali, autentica
    vergogna del nostro sistema, e dare conto delle somme incassate ben
    oltre le spese elettorali per miliardi di euro. Non accettiamo questo
    scelta della trasparenza affidata, tra l'altro, agli stessi responsabili dello sperpero. I partiti devono essere azzerati, fonti di disastri e crisi spaventose.

    Gabriele Cervi EGREGIO DOTT. IMPOSIMATO, LA VERITA' E'

     CHE  QUESTI PROFESSIONISTI  DELLA POLITICA LADRONA,

     CI HANNO FREGATI ANCORA UNA VOLTA.   RIMANE SOLO IL

     RICORSO ALLA COMUNITA' EUROPEA.. CHE VERGOGNA!! E'

     VERO SONO TUTTI UGUALI.

     


    La democrazia è un sistema di partiti, ma quelli esistenti non sono partiti,
    sono aziende gestite senza controllo con nomi personali, gestite con
    denaro pubblico sottratto ai contribuenti con gravi abusi nella gestione
    del pubblico denaro. Vorremmo sapere cosa pensa il Presidente della
    l Repubblica e cosa pensano i segretari dei maggiori pseudo partiti dei
    gravi ammanchi nelle casse della Lega e della Margherita, e se è
    possibile rendere trasparenti i bilanci di tutti i partiti
    La principale questione morale riguarda il conflitto di interessi dilagante,
    fonte di corruzione e criminalità e di una gestione dissennata delle
    risorse pubbliche. Che è la situazione apparentemente “legale” in cui
    viene a trovarsi un governante , un amministratore , un banchiere, un
    politico o un giudice, che anziché fare l’interesse pubblico nella sua
    attività istituzionale, cura il suo interesse privato o quello di amici e
    prestanomi. Esso viola l’articolo 97 della Costituzione che impone alla
    PA di agire rispettando i principi del buon andamento e della
    imparzialità. E , nel caso dello scandalo della Banca d’Italia, l’articolo 47
    della Costituzione per il quale “la Repubblica incoraggia e tutela il
    risparmio in tutte le sue forme e disciplina, coordina e controlla
    l’esercizio del credito”.

    Il conflitto di interessi è il principale strumento di corruzione diffuso in
    Italia. Un cancro che affligge la politica del Governo e le nostre
    istituzioni da decenni. E che si aggrava nonostante le denunzie e le
    accuse che fioccano per gli scandali ricorrenti. Il conflitto interessa
    varie categorie di persone: governanti, amministratori, governatori,
    banchieri, imprenditori, consulenti , magistrati, soggetti nei quali spesso
    si uniscono le funzioni di controllori e controllati. Con il permesso o
    nell’assenza della legge . 
    Alcuni partiti , tra cui l'IDV,hanno votato contro la legge che riduce il
    rimborso delle spese elettorali, e a favore del finanziamento dei propr
    partiti. Di Pietro ha votato a favore o contro quella legge che riduce i
    finanziamenti ai partiti ? Non è un conflitto di interessi votare a favore
    del finanziamento dei propri partiti?
    Vogliamo conoscere la situazione patrimoniale dei segretari o president
    i dei vari partiti compresa la titolarità di immobili in Italia e all'estero

     

    DOTT. FERDINANDO IMPOSIMATO

     

     

     

    DIGITA QUI SOTTO PER ENTRARE E

    VISIONARE IL

    NOSTRO GRUPPO.

    SE POI LO TROVI INTERESSANTE

    CHIEDI L'ADESIONE

     

     

    R  IFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI.

               


     
               

     

     

    ANTONIO RAZZI UN POLITICO COME TANTI..

    MA GLI ITALIANI

    SI MERITANO QUESTI POLITICI?? FORSE SI..

    VISTO CHE I FURBI

    SONO LA MAGGIORANZA.. E L'ONESTA' E'

    UN OPTIONAL..

     

     

     

    RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO
     
     
    • Descrizione

      QUESTO GRUPPO N0N HA SCOPO DI LUCRO HA L'UNICO FINE IL BENE COMUNE E' TRAVESALE IN QUANTO IO CREDO ANZI SONO CONVINTO CHE ANCHE NEI PARTITI COME NELLA SOCIETA' CIVILE CI SONO
       PERSONE CHE LOTTANO INDIVIDUALMENE IN TUTTI I CAMPI PER DARE 
      IMPULSO AI PROPRI VALORI CHE I NOSTRI FAMILIARI , LA SCUOLA, LA CHIESA,
       LO STATO LAICO CI TRASMETTE E CHE DI CONSEGUENZA FA LA NOSTRA 
      STORIA CHE E' IL NOSTRO PASSATO MA CHE PUO' DIVENTARE UN RIFERIMENTO
       POSITIVO, SIA LAICO CHE CRISTIANO PER AFFRONTARE E MIGLIORARE IL
       NOSTRO FUTURO, LA NOSTRA SOCIETA'. SI PUO' FARE PERCHE' CREDIAMO E
       CREDO CHE DARE IL BUON ESEMPIO SIA FONDAMENTALE. UNIAMO QUINDI LE
       NOSTRE VARIEGATE PERSONALITA' ED ENERGIE PER ARRIVARE AL BENE DI
       TUTTI.. AL DI SOPRA DELLE PARTI E DELL'ODIO O DELLA INDIFFERENZA CHE
       FOMENTA E DAA FORZA ALL'EGOISMO ED AL QUALUNQUISMO.. 
      IL BENE, I VANTAGGI SOCIALI, POLITICI, ECONOMICI, D'IMPRESA DEVONO
       ESSERE RIVOLTI PER IL BENE COLLETTIVO E NON DI PARTE.. NOI LAVOREREMO

       PER RAGGIUNGERE QUESTO SCOPO COLLETTIVOO.. I PARTITI E I SINDACATI 
      DOVRANNO SPERO AL PIU' PRESTO MODIFICARE I PROPRI STATUTI 
      NTEGRANDOLI CON UN CODICE ETICO CHE DARA' TRASPARENZA MA 
      SOPRATTUTTO DOVRA' DIVENTARE UN RIFERIMENTO ETICO POLITICO.
      SOCIALE ECONOMICO BASATO SULLE PARI OPPORTUNITA'. 
      QUESTO E' UNO STATO DI DIRITTO.. ORA NOI NON POSSIAMO DIRE DI ESSERE
       IN UNO STATO DI DIRITTO.. ECCO PERCHE' NASCE QUESTO GRUPPO..STA A
      NOI CON LE NOSTRE DEMOCRATICHE PROPOSTE FARE DIVENTARE IL NOSTRO
       PAESE IL PAESE DOVE TUTTI POSSONO AVERE PARI OPPORTUNITA'.. QUESTO 
      DICASI STATO DI DIRITTO...
      --------

    DIGITA QUI SOTTO PER ENTRARE E

    VISIONARE IL

    NOSTRO GRUPPO.

    SE POI LO TROVI INTERESSANTE

    CHIEDI L'ADESIONE

     

     

                         


     
                           


     Gabriele Cervi

    Purtroppo i partiti sono il male della democrazia. Nati per dare voce al
             

    popolo sono negli anni diventati dei comitati d'affari. In decenni di privilegi
             

    e di ruberie hanno plasmato lo status quo a loro immagine. Vere piovre
             

    affaristiche hanno inquinato la società civile. I partiti non hanno mai avuto
             

    regole democratiche.. suddivisi in bande (correnti) dove la forza non era e
             

    non è l'onestà ma la disonestà. Per disinquinare in parte il paese da questi
             

    crimini (senza fare di tutta l'erba un fascio) dobbiamo insistere perchè si
             

    diano delle regole certe. Come per esempio un codice etico, ma soprattutt
             

    che i contributi (oggi spropositati) elettorali siano dati solo per le spese
             

    elettorali effettive. Iniziamo da qui poi strada facendo si arriverà alla vera
             

    trasparenza. 
    Gabriele Cervi

     

     AMMINISTRATORI DEL GRUPPO:

     VIDEO CHE HO  INVIATO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

    DEI MINISTRI MARIO MONTI. DIGITA QUI SOTTO PER VEDERLO:


     

     

     

     

     PROGETTO GRAFICO, RIELGATURA FATTA A MANO SPESE AUFOFIANZIATE DA

    GABRIELE CERVI


    COPERTINA OPUSCOLO UFFICIALE

     

    Non hanno capito niente: tagliato solo il 33% dei rimborsi I fondi saranno disponibili anche per un solo eletto

     

    140mila consulenze nel 2011 spesi 700 milioni

    DIARIO DI GABRIELE CERVI IN PDF SENZA

    SCOPO DI LUCRO

    LA FAMIGLIA NEGATA DIARIO


     

      shinystat.cgi?USER=cervigabriele

     

     
     
     

     

    POLITICI CRISTIANI?

     POLITICA COSTOSA E NOI PAGHIAMO!!! LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA IL 27 OTT. C.A.

     

     

     

    POLITICA E ANTIPOLITICA MIA RISPOSTA A MONS. RINI DIRETTORE DEL SETTIMANALE LA VITA CATTOLICA DIOCESI DI CREMONA GIOVEDI  3 NOV.2011

    I PRIVILEGI DEI CONSIGLIERI REGIONALI E QUELLI DEI SINDACATI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA DOMENICA 17 LUGLIO 2011

     

    SINDACATO - IMPRENDITORE COSI' COMINCIANO I PROBLEMI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA LUNEDI 21 MARZO 2001

     

    APPELLO: DOBBIAMO REGOLARIZZARE IL CONTRIBUTO DEI PARTITI LETTERA PUBBLICATA DAL SETTIMANALE IL PICCOLO DI CREMONA VENERDI 14 OTT.

    A NOI CHIEDONO SACRIFICI AGLI EX PARTITI ARRIVANO MILIONI FONTE QUOTIDIANO LA PROVINCIA DI CREMONA LUNEDI 1 AGOSTO

    DENUNCIAMO GLI SPRECHI DELLA POLITICA ITALIANA GRUPPO SU FACEBOOK FONTE IL SETTIMANALE IL PICCOLO DI CREMONA E IL QUOTIDIANO LA CRONACA DI CREMONA VENREDI 29 LUGLIO

    LA BATTAGLIA SU FACEBOOK HA UN GRANDE VALORE MIA REPLICA A SERGIO LINI PUBBLICATA DAL SETTIMANALE IL PICCOLO VENERDI 21 OTTOBRE 2011

     

 

 

18:58 Scritto da: mobbing21 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | |  Facebook |  Stampa | |

15/05/2012

Legge anticorruzione, voto a rilento. “Ostruzionismo Pdl in commissione”

 

 

Fli vota con Pdl e Udc un emendamento sul falso in bilancio. Futuro e Libertà poi fa sapere che c'è stato "un errore" perché tratti in inganno dal "parere favorevole del governo". Il ministro Severino: "Se errore c'è stato si porrà rimedio in aula" 

francesco paolo sisto interna nuova

Lavori a rilento sul disegno di legge anticorruzione. In un’ora e mezzo,

stamani, le commissioni Affari Costituzionali e Giustizia della Camera

hanno votato un solo emendamento a causa della raffica di interventi da

parte soprattutto del Pdl. Da Pd, Udc e Idv arriva l’accusa di ostruzionismo. 

La presidente della Commissione Giustizia, Giulia Bongiorno, sottolinea: “La

mia preoccupazione non è venuta meno, anzi è maggiore di prima”. Il ddi

legge è infatti calendarizzato in Aula per il 28 maggio. “Reputo importante –

ha aggiunto la Bongiorno – approfondire il ddl e andare in Aula in tempi utili. Chiederò la dilatazione delle sedute sperando che la seduta di giovedì col ministro sia chiave per procedere”.

Il confronto sulla legge anticorruzione procede a ritmo blando ormai da

oltre tre mesi. Il Pdl aveva tentato di recente anche di inserirci una norma

sulla concussione che avrebbe cancellato il processo Ruby (poi la norma è

stata bocciata). Tutto questo succede mentre ieri pomeriggio la discussione sulla riforma del finanziamento ai partiti è andata pressoché deserta.

La giornata. I lavori si sono aperti con un intervento del capogruppo del

Pdl in commissione Giustizia, Enrico Costa, che, carte alla mano, ha

ripercorso, giorno per giorno, l’andamento dei lavori sul ddl anti-corruzione sottolineando che non è vero che il Pdl “ha tirato il freno a mano su questo provvedimento”.

”Oggi in Commissione Giustizia siamostati condotti in errore,

assecondando il parere del Governo, ed abbiamo di fatto modificato

il primo articolo” sul falso in bilancio. Lo scrive in una nota Angela Napoli

(Fli) sottolineando che “il mio errore verrà modificato in Aula”.

Un dettagliato intervento, durante il quale la presidente Bongiorno ha sottolineato: “Certo, se per dimostrare che non c’è ostruzionismo

impieghiamo dieci minuti non otteniamo l’obiettivo…”. Costa ha anche

chiesto al governo (presente con il sottosegretario Salvatore Mazzamuto

 visto che il ministro Paola Severino è in missione negli Stati Uniti) di

rivedere la propria valutazione di remissione all’Aula su molti emendamenti:

“Si tratta di una materia importante su cui è giusto che il governo dia la sua

tesi, perchè se le cose restano così si potrebbe arrivare a una situazione d

i una certa confusione”. Una richiesta non accolta dal sottosegretario. A

quel punto, però, a prendere la parola, anche più in generale sul

provvedimento sono stati gli azzurri Luigi Vitali, Maurizio Paniz e

 Francesco Paolo Sisto (colui che propose il “Cancella Ruby”).

Quest’ultimo in particolare ha chiesto l’accantonamento di alcuni

emendamenti. Richiesta sulla quale, poi, è stata necessaria una votazione

dopo una serie di altri interventi. Da ultimo il Pdl ha chiesto al governo di valutare ancora una volta il proprio parere su un emendamento a firma

Sisto sulle pene minime per il peculato. Una proposta di modifica sulla

quale il ministro Severino aveva dato parere contrario. Una decisione

della quale, secondo Manlio Contento (ancora Pdl), “non si è resa conto”,

visto che nella maggior parte dei casi sui minimi di pena si era rimessa

all’Aula. Anche qui ne è seguito un dibattito con interventi soprattutto de

l Pdl.

Alla fine l’emendamento è stato posto in votazione e bocciato, ma è stato

l’unico di tutta la mattinata. “E’ in atto – ha commentato Antonio Di Pietro –

un ostruzionismo becero, sciocco, che dimostra come ormai il Parlamento

sia usato solamente per assicurare l’impunità anche nella prossima legislatura. Un comportamento che raggiunge la volgarità e la connivenza”.

Pd, Idv, Udc e Fli all’attacco. Da parte del Pdl c’è un atteggiamento che “ci

lascia sconcertati: si vogliono allungare i tempi a dismisura e lo scopo è

quello di non discutere, non votare gli emendamenti e arrivare in Aula con

il testo Alfano” dice la capogruppo del Pd in commissione Giustizia

 Donatella Ferranti. “Noi – aggiunge – stiamo facendo interventi solo dove necessario per consentire i voti e siamo disponibili se necessario a

lavorare in notturna e venerdì”. Per il deputato dell’Udc Pierluigi Mantini “

c’è uno strisciante ostruzionismo da parte del Pdl che abbiamo sconfitto

con il primo voto di oggi, ma questa non può essere una strategia utile a completare i lavori perchè fatalmente, all’interno della maggioranza

, arriveremo a dividerci su un testo fondamentale per il Paese”. 

Più chiara la relatrica del testo, Angela Napoli, di Futuro e Libertà: “Il Pdl si

sta comportando in maniera vergognosa e checchè ne dica ne dovrà

rispondere di fronte al Paese. Blocca i lavori non consentendo di arrivare

in Aula con un testo completo. E’ chiaro che vorrebbero si andasse in Aula con il testo così com’è arrivato dal Senato”.

La replica. Il Pdl si difende. “Quanto sta avvenendo in Commissione

Giustizia è allarmante per la pervicacia con la quale si stanno violentando principi di diritto che sono sempre stati patrimonio riconosciuto nel

nostro Paese – dichiara Luigi Vitali – Con il pretesto di adeguare la

nostra normativa a quella europea in tema di lotta alla corruzione si stanno aumentando indiscriminatamente i minimi ed i massimi delle pene e si

stanno introducendo nuovi reati senza la doverosa tipicizzazione. Si è

creata un’anomala maggioranza pseudo giustizialista che sta consegnando l’Italia ad un periodo di grandi incertezze dove vigerà, più di oggi, la giurisprudenza e non la legge”. “Non possiamo – ha concluso Vitali – abdicare alla difesa di questi principi anche nell’interesse di coloro che non sanno

quello che fanno; o forse lo sanno benissimo”.

Insiste Sisto: “Il partito dei neo-giustizialisti ha mostrato il suo vero,

disarmante e spaventoso, volto. Pd, Idv e Fli, con l’appoggio insperato

dell’Udc, hanno aumentato la pena minima del peculato,nonostante il

pacato intervento del sottosegretario Mazzamuto, a quattro anni di reclusione. Al di là dello specifico tema, la pretesa di fare giustizia incrementando a dismisura le pene minime è contraria alla Costituzione, al diritto ad una

pena giusta, alla esperienza di questi anni”.’

Intanto i deputati del Pdl, dell’Udc e di Fli hanno approvato in commissione Giustizia, con parere favorevole del Governo, un emendamento al testo sul

falso in bilancio che di fatto svuota la proposta di legge dell’Idv. Unica

novità: il carcere sale dai 2 ai 3 anni. Pd e Idv protestano e annunciano di

voler ripresentare emendamenti per l’Aula e subito dopo Fli fa sapere che

c’è stato un errore: “Oggi in Commissione Giustizia siamostati condotti in

errore, assecondando il parere del governo, ed abbiamo di fatto modificato

il primo articolo – fa sapere Angela Napoli di Fli – sottolineando che il mio

errore verrà modificato in Aula. Futuro e Libertà è sempre stato il partito

che ha inteso riproporre il provvedimento del falso in bilancio ed in tal

senso ha accondisceso fin dalla calendarizzazione il provvedimento a prima firma on. Di Pietro. Il mio errore, ribadisco causato dal voler assecondare la posizione del governo, verrà sicuramente non solo modificato allorchè il provvedimento giungerà in Aula, ma verrà risarcito attraverso il dovuto comportamento sugli emendamenti rimasti in modo che venga

salvaguardata la bontà del ripristino del falso in bilancio”.

Alle richieste di spiegazioni da parte di Pd e Idv il governo risponde con

il sottosegretario alla Giustizia: “Mi sono limitato a dare i pareri formulati dall’ufficio legislativo. Per il resto si parli con il ministro” dice Salvatore Mazzamuto. E il Guardasigilli risponde a stretto giro che fa sapere che sul

falso in bilancio erano state fornite al sottosegretario Salvatore

Mazzamuto “tutte le schede necessarie a fornire i pareri agli emendamenti presentati. Se errore c’è stato, nel senso che il Mazzamuto non ha letto per intero la scheda fornitagli si porrà rimedio in aula” dice il ministro della Giustizia Paola Severino.

18:36 Scritto da: mobbing21 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | |  Facebook |  Stampa | |