Gabriele Cervi
18/05/2012
»Politica BOMBA MARGHERITA Lusi: "Ho dato soldi a Renzi, proteggevo Rutelli"
BOMBA MARGHERITA
Lusi: "Ho dato soldi a Renzi,
proteggevo Rutelli"
L'ex tesoriere si difende in Senato: "Il sindaco mi chiese
120mila euro, gliene diedi 70". Contabilità truccata "per
tutelare il segretario". Nelle casse aveva lasciato 20
milioni
17/05/2012
Ci sono anche Rosi Bindi, Enzo Bianco, Fioroni ed Enrico Letta, nell'atto di accusa dell'ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi. Di quersti ultimi dice che erano tutti "legittimati a chiedere" contributi attraverso loro fiduciari". Gentiloni e l'ambientalista Ermete Realacci che "legittimati, insieme a Rutelli, a presentare fatture per la componente democratici". L'ex tesoriere tira in ballo i vertici del partito. Lusi diche che il sindaco di Firenze Matteo Renzi ha richiesto dei soldi, circa 100mila, anzi 120mila euro suddivisi in tre fatture, poi Francesco Rutelli mi ha chiesto di non pagargli la terza e così ho dato a Renzi solo 70mila euro. E' questa una delle rivelazioni che l'ex tesoriere della Margherita e senatore Pd Luigi Lusi ha fatto durante la sua audizione alla Giunta delle immunità di palazzo Madama. Lusi, sul quale pende la richiesta di arresto della Procura di Roma, ha consegnato una memoria con numerosi allegati, rivelando di aver già detto tutto ai magistrati. Nella Margherita - ha raccontato Lusi secondo quanto viene riferito - facevo semplicemente ciò che mi veniva detto. Agivo su mandato dei dirigenti e tutelando le varie componenti. Immediata, via Twitter, la replica di Renzi: "Mi hanno insegnato da piccolo a non aver paura dei ladri. Figuriamoci se inizio adesso con Lusi. Mai preso un euro dalla Margherita. Mai - scrive il sindaco di Firenze. - C'è un solo modo per vedere chi mente. Pubblicare on line tutti i soldi della margherita (e dei Ds, del Pd, di An, dell'idv). Io sono per l'abolizione del finanziamenti ai partiti. Va abolito, subito. E su questa battaglia vado avanti, anche da solo...Renzi su Twitter: "Mi hanno insegnato da piccolo a non aver paura dei ladri, figuratevi se inizio con Lusi". Bianco: "Tutto alla luce del sole"
Rutelli tutelato - Ma a sinistra tremano in tanti, non solo Renzi. L'ex tesoriere di Rutelli ha infatti sottolineato di aver dato dei soldi (avrebbe parlato di annualità e di mensilità) a varie fondazioni, tra cui quella dello stesso Rutelli e ad una fondazione chiamata Centocittà. All'ex ministro degli Interni Enzo Bianco, invece, veniva fornito - secondo il racconto di Lusi - un mensile di 3.000 euro, poi passato a 5.500. Ad una società di Catania legata al marito della segretaria di Bianco è stata fornita una cifra di circa 150mila euro, erogati - sempre secondo Lusi - tra il 2009 e il 2011. Secondo Lusi anche a Rutelli venivano fornite delle cifre ingenti in occasione delle elezioni. Tutte queste cifre, ha spiegato il senatore, venivano contabilizzate in modo da tutelare Rutelli.
Ciccio querela il "calunniatorre" - "Lusi? Un ladro senza vergogna. Un mentitore e inquinatore pericolosissimo, ormai paragonabile nei comportamenti al ben noto calunniatore Igor Marini". Lo dichiara in una nota Francesco Rutelli. "Ha cambiato versione per la terza o quarta volta - continua Rutelli - Presenterò immediatamente una nuova denuncia alla Procura della Repubblica di Roma per le gravissime calunnie che, ho appreso, sono state pronunciate ieri notte davanti alla Giunta del Senato". "Io alla Margherita ho dato tantissimi denari - con i rimborsi elettorali conquistati, con i voti e con numerosissime iniziative di autofinanziamento e, direttamente, con i miei contributi personali - e non ho mai preso un centesimo per me", conclude Rutelli, "Ci vuole pazienza, ma chi ha sempre agito correttamente e onestamente otterrà giustizia, ed egli pagherà per tutte le sue malefatte, tenute nascoste per anni in modo malvagio", conclude Rutelli.
Trema la Margherita - Ad alcuni determinati dirigenti della Margherita venivano poi erogate altre somme, che non venivano controllate da Lusi qualora a chiederle fossero degli esponenti di primo piano del partito. Sempre secondo il racconto di Lusi altri soldi venivano dati, attraverso bonifici o contanti, quando i deputati portavano le ricevute fiscali dei taxi affinchè venissero rimborsate. Lusi ha parlato - secondo quanto si apprende - anche del fatto che molti dirigenti passati all’Api venissero pagati con i soldi della Margherita. Altro particolare rivelato: quando il tesoriere ha lasciato il suo incarico nelle casse della Margherita c'erano 20 milioni, soldi che - secondo l’accusa di Lusi - ora sono stati utilizzati da Rutelli affinchè vengano restituiti ai cittadini.
La replica di Bianco - "L'ex tesoriere della Margherita Luigi Lusi ha ribadito ieri sera in Senato quanto già ampiamente diffuso attraverso i giornali, con malcelato scopo intimidatorio, il 3 e il 9 marzo scorsi", ha sottolineato in una nota Enzo Bianco. "Nel percorso che porta alla liquidazione della Margherita, infatti - spiega il senatore democratico - sono stati incentivati esodi, e il personale dipendente che lavorava per me è stato opportunamente sostituito da contratti di collaborazione e di prestazione di servizi. In modo assolutamente trasparente, con accrediti bancari, in forza di regolari contratti le cui spese sono documentabili sino all’ultimo centesimo, si è proceduto in questa direzione". "Io non ho trattenuto un solo centesimo - conclude Bianco - e se Lusi o chiunque altro afferma il contrario, lo trascinerò in tribunale. Tutto è stato fatto alla luce del sole, come è nella mia storia e nella mia tradizione politica. Cercare di distrarre l’attenzione dalle malversazioni messe in atto da Lusi o peggio ancora di intimidire (come hanno affermato con grande chiarezza la Procura di Roma e il Giudice delle indagini preliminari), suscita in me un sentimento di profonda indignazione".
Inchiesta al Senato - Intanto gli inquirenti romani titolari dell'inchiesta starebbero pensando di chiedere entro pochi giorni al Senato il verbale dell'audizione del senatore davanti alla giunta che deve decidere sulla richiesta di arresto della Procura.
MPOSIMATO
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ANTONIO RAZZI UN POLITICO COME TANTI..
MA GLI ITALIANI
SI MERITANO QUESTI POLITICI?? FORSE SI..
VISTO CHE I FURBI
SONO LA MAGGIORANZA.. E L'ONESTA' E'
UN OPTIONAL..
-
Descrizione
QUESTO GRUPPO N0N HA SCOPO DI LUCRO HA L'UNICO FINE IL BENE COMUNEE' TRAVESALE IN QUANTO IO CREDO ANZI SONO CONVINTO CHE ANCHE NEIPARTITI COME NELLA SOCIETA' CIVILE CI SONOPERSONE CHE LOTTANO INDIVIDUALMENE IN TUTTI I CAMPI PER DAREIMPULSO AI PROPRI VALORI CHE I NOSTRI FAMILIARI , LA SCUOLA, LA CHIESA,LO STATO LAICO CI TRASMETTE E CHE DI CONSEGUENZA FA LA NOSTRASTORIA CHE E' IL NOSTRO PASSATO MA CHE PUO' DIVENTARE UN RIFERIMENTOPOSITIVO, SIA LAICO CHE CRISTIANO PER AFFRONTARE E MIGLIORARE ILNOSTRO FUTURO, LA NOSTRA SOCIETA'. SI PUO' FARE PERCHE' CREDIAMO ECREDO CHE DARE IL BUON ESEMPIO SIA FONDAMENTALE. UNIAMO QUINDI LENOSTRE VARIEGATE PERSONALITA' ED ENERGIE PER ARRIVARE AL BENE DITUTTI.. AL DI SOPRA DELLE PARTI E DELL'ODIO O DELLA INDIFFERENZA CHEFOMENTA E DAA FORZA ALL'EGOISMO ED AL QUALUNQUISMO..
IL BENE, I VANTAGGI SOCIALI, POLITICI, ECONOMICI, D'IMPRESA DEVONOESSERE RIVOLTI PER IL BENE COLLETTIVO E NON DI PARTE.. NOILAVOREREMOPER RAGGIUNGERE QUESTO SCOPO COLLETTIVOO.. I PARTITI E I SINDACATIDOVRANNO SPERO AL PIU' PRESTO MODIFICARE I PROPRI STATUTINTEGRANDOLI CON UN CODICE ETICO CHE DARA' TRASPARENZA MASOPRATTUTTO DOVRA' DIVENTARE UN RIFERIMENTO ETICO POLITICO.SOCIALE ECONOMICO BASATO SULLE PARI OPPORTUNITA'.
QUESTO E' UNO STATO DI DIRITTO.. ORA NOI NON POSSIAMO DIRE DI ESSEREIN UNO STATO DI DIRITTO.. ECCO PERCHE' NASCE QUESTO GRUPPO..STA ANOI CON LE NOSTRE DEMOCRATICHE PROPOSTE FARE DIVENTARE IL NOSTROPAESE IL PAESE DOVE TUTTI POSSONO AVERE PARI OPPORTUNITA'.. QUESTODICASI STATO DI DIRITTO...--------
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LA FAMIGLIA NEGATA DIARIO
ONLINE DI GABRIELE CERVI
- LE MIE BATTAGLIE PER FAR CHIUDERE
- GLI ORFANATROFI IN ITALIA
DIARIO INFANZIA - ABBANDONATA
- E ISTITUZIONALIZZATA

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VIDEO CHE HO INVIATO AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
DEI MINISTRI MARIO MONTI. DIGITA QUI SOTTO PER VEDERLO:
PROGETTO GRAFICO, RIELGATURA FATTA A MANO SPESE AUFOFIANZIATE DA
GABRIELE CERVI
Non hanno capito niente: tagliato solo il 33% dei rimborsi I fondi saranno disponibili anche per un solo eletto
140mila consulenze nel 2011 spesi 700 milioni
DIARIO DI GABRIELE CERVI IN PDF SENZA
SCOPO DI LUCRO
LA FAMIGLIA NEGATA DIARIO
- UN CRIMINE SOCIALE ITALIANO BASATO SUL BUSINESS ISTITUZIONALE
UN CRIMINE ITALIANO L'INFANZIA ABBANDONATA IN ITALIA
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16/05/2012
Lega: Bossi e figli indagati per truffa Renzo Bossi indagato: paghetta da 5.000 euro al mese
Imposimato: La resistenza ad oltranza di D'Alema e Bersani in difesa della legge sul finanziamento pubblico dei partiti e' intollerabile. Le loro pseudo riforme sul controllo dei bilanci sono una messinscena per i cretini.
FERDINANDO IMPOSIMATO
Lega: Bossi e figli indagati per truffa
Il Senatùr coinvolto nell'inchiesta della Procura
di Milano sui rimborsi elettorali
16/05/2012
Scandalo Lega Nord, indagata la famiglia del Senatùr
Svolta nell'inchiesta della Procura di Milano sui rimborsi elettorali della Lega. I pm della Procura di MilanoAlfredo Robledo, Paolo Filippini e Roberto Pellicano di Milano hanno notificato un'informazione di garanzia a Umberto Bossi e ai suoi figli Renzo e Riccardo nella sede del Carroccio in via Bellerio. L'ipotesi di reato è truffa ai danni dello Stato. Per i figli l'accusa è di appropriazione indebita in relazione alle loro spese personali: avrebbero intascato una 'paghetta' fissa intorno a 5.000 euro al mese, prelevata dai soldi dei rimborsi elettorali dall'ex tesoriereFrancesco Belsito (il primo indagato) negli ultimi 4 anni. Ai due figli del Senatùr sarebbero stati versati anche soldi per spese extra come quelle relative ad auto e benzina. In totale, si tratterebbe di una truffa ai danni di Stato e partito da 18 milioni di euro. Indagato anche il senatore Piergiorgio Stiffoni accusato di peculato in relazione all’uso dei fondi del Carroccio del Senato (gestiva il portafiglio leghista al Senato: avrebbe utilizzato soldi pubblici a scopi personali). Scatta quindi l'accusa di peculato perché quei soldi avrebbero dovuto avere una destinazione pubblica. E’ stato iscritto nel registro degli indagati anche l'imprenditore Paolo Scala per riciclaggio.
Atto di garanzia - Il procuratore capo Edmondo Bruti Liberati e il pm Paolo Filippini, che indagano sui fondi della Lega, hanno spiegato che l'iscrizione nel registro degli indagati di Umberto Bossi con l'accusa di truffa ai danni dello Stato è "un atto di garanzia che dovrà comportare degli approfondimenti". Approfondimenti che, hanno precisato gli inquirenti, sono collegati a verificare se effettivamente il denaro, ottenuto grazie al meccanismo dei rimborsi elettorali, sia stato utilizzato per esigenze personali dagli altri indagati, a cominciare dall’ex tesoriere Francesco Belsito. Gli inquirenti si sono convinti che fosse necessario inviare un avviso di garanzia al fondatore della Lega anche alla luce delle dichiarazioni della segretaria amministrativa Nadia Dagrada che ha affermato, durante gli interrogatori, che Umberto Bossi firmava tutti i rendiconti. In particolare, a Bossi viene contestato di avere avallato questi rendiconti ritenuti non veritieri nell’agosto 2011. Duante la conferenza stampa, il procuratore Bruti Liberati ha spiegato che è in corso anche una consulenza tecnica che dovrà fare luce sull'eventuale utilizzo dei fondi pubblici che gli indagati avrebbero fatto per scopi personali. In questa fase delle indagini, ha affermato Bruti "è sufficiente avere l’indicazione che i fondi destinati al partito sono stati usati per altri scopi".
Indignazione Maroni e Zaia - "Voglio una Lega unita, voglio una Lega forte, voglio una Lega viva. Una Lega che si concentra sulle cose da fare e non sulle menate interne, che progetta e governa, che dà risposte. Largo ai giovani e a chi è capace. Per faccendieri, ladri e ciarlatani non c'è posto nella Lega del futuro". Lo ha scritto Roberto Maroni sulla sua pagina di Facebook non appena si è diffusa la notizia dell'iscrizione a registro di Umberto Bossi e dei suoi figli. "Se la magistratura accerterà responsabilità chi ha sbagliato dovrà pagare", ha commentato Luca Zaia, presidente della Regione Veneto e leghista di primo piano. "Apprendo la notizia dalle agenzie di stampa: mi sembra di capire che questi eventi rappresentino l’epilogo di tutto quello che si è letto e visto in tutte queste settimane". PIù duro il commento diMatteo Salvini, europarlamentare e consigliere al Comune di Milano per il Carrocio: "Il fatto che a quattro giorni dai ballottaggi si continui a buttar fango sulla Lega mentre l’economia crolla, lo spread schizza e i mercati affondano, bè fa inevitabilmente venire qualche dubbio". "Chi ha sbagliato in Lega ha già pagato - sottolinea Salvini - si usa la Lega per coprire e gettare ombre sul fallimento di questo governo. Evidentemente all’opposizione continuiamo a dar fastidio".
Renzo Bossi indagato: paghetta da
5.000 euro al mese
Inchiesta su Umberto Bossi, il Trota e suo fratello
Riccardo: soldi dai rimborsi elettorali, l'ex segretario
sapeva
Secondo l'autista e il bodyguard, Renzo Bossi costava alle casse del partito (e degli elettori italiani)qualcosa come 14mila euro al mese. I pm milanesi che oggi hanno iscritto ufficialmente nel registro degli indagati anche Umberto Bossi, Renzo e suo fratelloRiccardo sono un po' più vaghi: parlano di una paghetta da 5.000 euro al mese cui si devono aggiungere le spese extra relative all'auto e ai pieni di benzina. Proprio quelli su cui il Trota faceva la cresta,confermata dal video girato di nascosto dall'autista Alessandro Marmello. Era l'11 aprile e quello scandalo, lanciato da Oggi.it, provocò le quasi istantanee dimissioni di Bossi junior dalla carica di consigliere regionale in Lombardia. Ecco, i 10.000 euro al mese guadagnati al Pirellone fanno di Renzo una Trota d'oro: fino a poche settimane fa s'infilava in tasca almeno 20mila euro al mese (tutti di provenienza statale, metà legittimi metà no) con la beffa di aver partecipato a una cinquantina di sedute (non è stato assenteista, è la regolare cadenza) in Regione Lombardia in poco meno di due anni.
-
IMPOSIMATOimpresentabili al prossimovoto, nonostante letantesconfitte subite in diverseelezioni,verrebbe percepita come una sfida al buon sensoed alla intelligenza degli elettori di sinistra. Avendo fiutato il
clima di perdita di consensi del governo nella crisi
attuale, D'Alema critica Mario Monti per rifarsi unaverginita' che non ha,reagendo al richiamo del capodel Governo sulla necessita' di ridurre i costidella politica. Noi siamo critici verso Monti per molteragioni che riguardanola sua sbagliata politica dienormi sacrifici imposti ai piu' deboli e privilegimantenuti ai piu' forti (compresi i super scandalosistipendi dei commis diStato), e di pretenderedirisolvere i problemi con altre imposte gravosepersino sulla prima casa, che cerca di addolcire con laripartizione dellastangata in tre rate. Si tratta diun'altra iniziativa sbagliata econtroproducente. Ma e'innegabile che il risanamento del bilancio passianzitutto attraverso la spending review, che significariduzione delle speseelettorali, eliminazione delleProvince, riduzione dei privilegi di eletti alleRegioni e al Parlamento, lotta alla corruzione eall'evasione. Riduzione chesolo i partiti della grandecoalizione possono decidere, ma non vogliono. IlGoverno, imballato su molte questioni, e' praticamentenella impossibilita'di incidere sulla riduzione dei costidella politica. Occorrerebbe un richiamoin questadirezione del Presidente della Repubblica, anziche' ladifesa deipartiti, che sono indifendibili, perche' non sicomportano da partiti ma daassociazioni a caratterefamiliare. La resistenza ad oltranza di D'Alema eBersani in difesa della legge sul finanziamentopubblico dei partiti e'intollerabile. Le loro pseudoriforme sul controllo dei bilanci sono unaessinscenaper i cretini. Noi vogliamo che essi se ne vadano per ilorofallimenti, e nel frattempo che ci risparminonuove leggi truffa chesarebbero una presa in giro.FU MASSIMO D'ALEMA LODICIAMODA ANNI CHE DIEDE A SIVLIOBERLUSCONI, NEL1994, l'assicurazione che il suo imperomediatico non sarebbe stato toccato. Ignorava l'allora capo dellaopposizionecheil 69,3% degli italiani decide comevotare guardando la TV. La verità laconfessòLuciano Violante nel febbraio 2002quandodisse, nel stupore del paese: l'on.Berlusconisa per certoche gli è stata data garanzia piena
nel 1994 che
non sarebbero state toccate le
televisioni. Voi ci
avete accusato, nonostante non
avessimo fatto
la legge sul conflitto di interessi e
dichiarato
eleggibile Berlusconi
nonostante le concessioni” E ciò inviolazionedella legge 30 marzo 1957,ignorando l'appello di Giorgio Bocca,PaoloSylos Labini e Giuseppe Laterza.Non c'era stata ignoranza ma unconsapevolepatto scellerato traD'Alemae il suo amico di Arcore.Ferdinando Imposimato DIGITA IL NOME
DI IMPOSIMANO PER ENTRARE NEL LINK SU
FACEBOOK DEL DOTT. IMPOSIMATO
http://www.facebook.com/pages/FerdinandoImposimato/161361346749
Presidente onorario aggiunto della Suprema Corte diCassazioneBiografia
http://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_Imposimato.
Si è occupato della lotta alla mafia, alla camorra e al terrorismo:è stato il giudice
istruttore dei più importanti casi di terrorismo, tra cui il rapimento diAldo Moro (1978),l'attentato al papa Giovanni Paolo II (1981), l'omicidio delvicepresidente del ConsiglioSuperiore della Magistratura Vittorio Bachelet, e dei giudici RiccardoPalma e..
Ferdinando ImposimatoNon accettiamo la soluzione proposta dai partiti, responsabili degli ammanchi, di cui devono dare conto tutti, senza scappatoie.
I partiti devono ridurre drasticamente i rimborsi elettorali, autenticavergogna del nostro sistema, e dare conto delle somme incassate benoltre le spese elettorali per miliardi di euro. Non accettiamo questoscelta della trasparenza affidata, tra l'altro, agli stessi responsabili dello sperpero. I partiti devono essere azzerati, fonti di disastri e crisi spaventose.Gabriele Cervi EGREGIO DOTT. IMPOSIMATO, LA VERITA' E'
CHE QUESTI PROFESSIONISTI DELLA POLITICA LADRONA,
CI HANNO FREGATI ANCORA UNA VOLTA. RIMANE SOLO IL
RICORSO ALLA COMUNITA' EUROPEA.. CHE VERGOGNA!! E'
VERO SONO TUTTI UGUALI.DOTT. FERDINANDO IMPOSIMATO
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SI MERITANO QUESTI POLITICI?? FORSE SI..
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SONO LA MAGGIORANZA.. E L'ONESTA' E'
UN OPTIONAL..
RIFORMA DEI PARTITI E DEI SINDACATI. CODICE ETICO-
Descrizione
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IL BENE, I VANTAGGI SOCIALI, POLITICI, ECONOMICI, D'IMPRESA DEVONOESSERE RIVOLTI PER IL BENE COLLETTIVO E NON DI PARTE.. NOI LAVOREREMOPER RAGGIUNGERE QUESTO SCOPO COLLETTIVOO.. I PARTITI E I SINDACATIDOVRANNO SPERO AL PIU' PRESTO MODIFICARE I PROPRI STATUTINTEGRANDOLI CON UN CODICE ETICO CHE DARA' TRASPARENZA MASOPRATTUTTO DOVRA' DIVENTARE UN RIFERIMENTO ETICO POLITICO.SOCIALE ECONOMICO BASATO SULLE PARI OPPORTUNITA'.
QUESTO E' UNO STATO DI DIRITTO.. ORA NOI NON POSSIAMO DIRE DI ESSEREIN UNO STATO DI DIRITTO.. ECCO PERCHE' NASCE QUESTO GRUPPO..STA ANOI CON LE NOSTRE DEMOCRATICHE PROPOSTE FARE DIVENTARE IL NOSTROPAESE IL PAESE DOVE TUTTI POSSONO AVERE PARI OPPORTUNITA'.. QUESTODICASI STATO DI DIRITTO...--------
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Purtroppo i partiti sono il male della democrazia. Nati per dare voce alpopolo sono negli anni diventati dei comitati d'affari. In decenni di privilegie di ruberie hanno plasmato lo status quo a loro immagine. Vere piovreaffaristiche hanno inquinato la società civile. I partiti non hanno mai avutoregole democratiche.. suddivisi in bande (correnti) dove la forza non era enon è l'onestà ma la disonestà. Per disinquinare in parte il paese da questicrimini (senza fare di tutta l'erba un fascio) dobbiamo insistere perchè sidiano delle regole certe. Come per esempio un codice etico, ma soprattuttche i contributi (oggi spropositati) elettorali siano dati solo per le speseelettorali effettive. Iniziamo da qui poi strada facendo si arriverà alla veratrasparenza.
Gabriele Cervi
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GABRIELE CERVI
Non hanno capito niente: tagliato solo il 33% dei rimborsi I fondi saranno disponibili anche per un solo eletto
140mila consulenze nel 2011 spesi 700 milioni
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18:58 Scritto da: mobbing21 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | |
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15/05/2012
Legge anticorruzione, voto a rilento. “Ostruzionismo Pdl in commissione”
Fli vota con Pdl e Udc un emendamento sul falso in bilancio. Futuro e Libertà poi fa sapere che c'è stato "un errore" perché tratti in inganno dal "parere favorevole del governo". Il ministro Severino: "Se errore c'è stato si porrà rimedio in aula"
18:36 Scritto da: mobbing21 | Link permanente | Commenti (0) | Segnala | OKNOtizie | |
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Pier Luigi Bersani ha parlato chiaro subito dopo le elezioni: “I nostri elettori hanno compreso la scelta di sostenere il governo Monti”. Eppure alcune scelte rimangono incomprensibili. Non c’è alibi che tenga. Monti o non Monti.
Qualche tempo fa Gianni Vattimo disse: “non è un caso che il Pd non è più Pds. Non c’è più la ‘s’. In effetti lì c’è sempre meno sinistra”. Come dargli torto. Quanto accaduto il 2 maggio ne è la riprova.